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Vitamina D: Tutto quello che devi sapere

Vitamina D: Tutto quello che devi sapere

Per vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da 5 diverse vitamine: vitamina D1, D2, D3, D4 e D5. Le due più importanti forme nella quale la vitamina D si può trovare sono la vitamina D2 (ergocalciferolo) e la vitamina D3 (colecalciferolo), entrambe le forme dall’attività biologica molto simile.

La D2 viene ricavata principalmente da fonti alimentari vegetali come alcuni tipi di funghi, mentre la D3 viene ricavata da fonti alimentari animali come le uova o l’olio di fegato di merluzzo.

Tuttavia l’assunzione alimentare non è la principale fonte della suddetta vitamina in quanto il 70% del nostro fabbisogno viene ricavato dall’esposizione alla luce solare, e non a qualsiasi ora del giorno ma bensì quando il sole raggiunge lo zenit ovvero, senza addentrarci in dettagli astronomici, intorno a mezzogiorno in un intervallo ideale dalle 11 alle 14 circa.

Non tutti sanno che la vitamina D viene erroneamente chiamata vitamina in quanto in realtà, chimicamente parlando, è un ormone e precisamente un ormone secosteroide (steroideo) che gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo minerale, nella regolazione della risposta immunitaria, nella differenziazione cellulare, nell’infiammazione, nella regolazione del sistema cardiovascolare, oltre che nello sviluppo di alcuni tumori.

Questo ci porta facilmente a capire come mai questo particolare nutraceutico abbia suscitato così tante attenzioni da parte della comunità scientifica internazionale.

Ma facciamo un passo indietro.

Nella concezione classica della medicina allopatica, ovvero quella predominante nel panorama occidentale, la vitamina D gioca un ruolo fondamentale riguardo la mineralizzazione ossea, aiutando a regolarizzare quello che è il metabolismo del calcio.

Infatti la sua carenza porta a complicanze come osteoporosi, osteomalacia o dolori muscolari generalizzati.

Fino a pochi anni fa era “solo” questa l’accezione più comune per cui in Italia ne veniva consigliata l’integrazione… e a dirla tutta è ancora così.

Ma perché ne viene consigliata l’integrazione solo in questi casi, quando in realtà la vitamina D ha tutte queste utili proprietà?

La risposta viene dalle raccomandazioni da parte della comunità scientifica internazionale e nel nostro paese dell’AIFA (agenzia italiana del farmaco) in quanto, in seguito a diversi studi che ne dimostrano il coinvolgimento multisistemico per l’organismo umano, e all’attività di alcuni suoi sostenitori, primo fra tutti lo statunitense Michael Holick, che ha innalzato i valori ematici minimi di riferimento nella popolazione generale da 20ng/ml a 30ng/ml della forma attiva circolante, hanno innescato un aumento eccessivo della domanda di test diagnostici per valutare i livelli di vitamina D, oltre che aumentato esponenzialmente la vendita e il mercato di integratori della stessa vitamina a scapito della salute dei cittadini.

A fare chiarezza sul ruolo della vitamina D sulla salute della popolazione ci ha pensato uno dei più grandi studi sulla supplementazione di vitamina D e omega 3 mai fatti apparso sul New England Journal of Medicine in cui si valutava l’azione della supplementazione di 2000 unità internazionali (UI) di vitamina D e di 1 g di acidi grassi omega 3 al giorno per un totale di 5 anni su una popolazione di 26000 persone negli Stati Uniti.

Questo studio ha evidenziato che la supplementazione giornaliera di suddetti nutraceutici non preveniva eventi cardiovascolari maggiori, come infarto o ictus, e neanche sul rischio di contrarre tumori.

Tuttavia esistono anche diversi studi epidemiologici che dimostrano come l’azione della vitamina D sia incisiva su diverse disfunzioni del nostro organismo, come ad esempio il sistema immunitario, la cui carenza causa una maggiore incidenza di patologie autoimmuni e respiratorie tra cui l’asma.

Quindi come dobbiamo comportarci?

Per questo ci viene incontro la SIOMMMS (società italiana dell’osteoporosi e del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro) che ha stilato delle linee guida aggiornate precisando che:

  • I valori sufficienti di vitamina D sono di 20 ng/ml ed i valori ottimali sono compresi tra i 20 e i 30 ng/ml sulla popolazione generale;
  • Non hanno fondamento scientifico i dosaggi ematici di vitamina D nella popolazione generale e neanche in quella a rischio o sintomatica, tranne nei casi di osteomalacia o di iperparatiroidismo;
  • La supplementazione consigliata è sotto forma di colecalciferolo, ovvero la forma inattiva della vitamina stessa nell’ordine di 800/1000 UI al giorno ( a discrezione comunque del professionista sanitario);
  • Sono emersi nuovi soggetti più a rischio di carenza, come i vegani, oppure i malati tumorali, per i quali i valori ematici sufficienti devono essere pari o maggiori a 30ng/ml;
  • La decisione sul somministrare o meno l’integrazione di vitamina D deve essere basata su dati certi, come una grave carenza oppure dei sintomi rilevati dal clinico.

Pertanto, alla luce di tutto questo, si può notare come la supplementazione di tale nutraceutico vada adeguatamente valutata da un professionista sanitario qualificato, per evitare possibili rischi da sovradosaggio dovuta a un’integrazione fai-da-te.

Paolo Tarzia - Personal Trainer Health & Wellness Coach
Mi chiamo Paolo Tarzia, sono fondatore del Team Health and Wellness Coach ed un consulente che non si occupa esclusivamente della tua forma fisica, intesa come muscoli e peso, ma della tua salute, dell’alimentazione e di tutto quello che ti può portare ad “essere in forma” nel senso più esteso del termine.

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